Proroga fino all’8 ottobre per il Bando Green Tour 2026, misura del Ministero del Turismo che mette a disposizione 109 milioni di euro per sostenere gli investimenti delle imprese turistico-ricettive, con particolare attenzione all’efficientamento energetico, alla produzione di energia da fonti rinnovabili e alla sostenibilità. Il nuovo termine per la presentazione delle domande è fissato alle ore 17 dell’8 ottobre 2026, in luogo della precedente scadenza del 30 settembre. La proroga è stata disposta con il decreto direttoriale n. 135 del 17 settembre 2026, che interviene anche sui criteri per la formazione della graduatoria, modificando alcuni parametri in modo da rendere più accessibile il raggiungimento dei punteggi massimi. La dotazione complessiva del Fondo è suddivisa in 59 milioni di euro destinati ai contributi a fondo perduto e 50 milioni per i finanziamenti agevolati. Il 60% delle risorse è riservato alle Pmi e, all’interno di questa quota, almeno il 25% alle piccole e microimprese.

A chi si rivolge la misura e i requisiti d’accesso

La misura si rivolge alle imprese turistiche di tutte le dimensioni operanti sull’intero territorio nazionale nei settori individuati dall’avviso, ma anche alle imprese attive da almeno tre anni in altri settori che dimostrino di avere realizzato oltre il 50% del proprio fatturato attraverso attività turistiche. Possono presentare domanda anche i proprietari delle strutture oggetto dell’investimento, purché costituiti in forma di impresa e nel rispetto delle condizioni previste dal bando. I programmi agevolabili devono avere un valore compreso tra 1 e 15 milioni di euro ed essere avviati successivamente alla presentazione della domanda.

Interventi finanziabili: efficienza energetica e fonti rinnovabili

Il cuore della misura è rappresentato dalla riqualificazione energetica: almeno il 51% del valore degli investimenti ammissibili deve infatti essere costituito dagli interventi definiti “trainanti”, finalizzati al miglioramento dell’efficienza energetica delle strutture turistiche e/o alla produzione di energia da fonti rinnovabili. Tra gli interventi finanziabili rientrano, a titolo esemplificativo, la coibentazione dell’involucro edilizio, la sostituzione di serramenti e superfici vetrate, l’installazione di caldaie ad alta efficienza, la realizzazione di pareti ventilate e la riqualificazione energetica di piscine, impianti termali e aree wellness. Sul fronte delle rinnovabili sono previsti, tra gli altri, impianti fotovoltaici e solari termici, geotermia, pompe di calore e sistemi di accumulo. Alla componente principale possono affiancarsi investimenti “trainati”, tra cui quelli destinati alla digitalizzazione, all’automazione, alla misurazione intelligente dei consumi e al rispetto dei criteri ambientali, sociali e di governance.

Mix di agevolazioni e nuove regole per le graduatorie

Le agevolazioni sono riconosciute attraverso un mix predefinito composto per il 54% da contributo a fondo perduto e per il 46% da finanziamento agevolato, nel rispetto delle intensità massime consentite dai regimi di aiuto applicabili. L’accesso alle risorse non avviene però secondo l’ordine cronologico di presentazione: è prevista una procedura valutativa con graduatoria, formata sulla base dei criteri e dei punteggi stabiliti dall’avviso. Proprio su questo aspetto interviene il decreto del 17 settembre, modificando i parametri n. 2 e n. 3 per rendere più accessibili i punteggi massimi e consentendo, per i parametri n. 4, 5, 6 e 7, di utilizzare anche i dati del bilancio consolidato di gruppo.

La modifica interessa anche chi si era già candidato: dalle ore 16 del 21 settembre e fino alle ore 17 dell’8 ottobre le società che avevano presentato domanda alla data di pubblicazione del nuovo decreto possono annullarla e ripresentarla attraverso la procedura informatica.