Quesito – Sono proprietario di un immobile facente parte di un condominio interessato da un intervento Superbonus realizzato tramite general contractor con sconto in fattura. Il cantiere si è però interrotto con lavori incompleti e sono emerse diverse criticità. In particolare, è stato emesso un primo SAL, ma vi sono dubbi sulla sua correttezza, sia perché alcune opere risultano contabilizzate ma non completamente eseguite, sia per possibili irregolarità nelle asseverazioni. Un tecnico incaricato successivamente, infatti, ha rilevato che il SAL potrebbe essere stato emesso prima del raggiungimento della soglia del 30%.

Nel condominio si discute molto del cosiddetto “decreto Salva SAL”: alcuni ritengono che i crediti maturati entro il 31 dicembre 2023 siano comunque al sicuro, mentre altri sostengono che tale tutela non operi in presenza di irregolarità.

Alla luce di queste incertezze, e considerato il rischio di un futuro recupero da parte dell’Agenzia delle Entrate, vorrei capire se sia possibile tutelarmi già oggi, ad esempio chiedendo una manleva o avviando un’azione risarcitoria nei confronti dei soggetti responsabili, pur in assenza di un controllo fiscale già avviato.

Gradirei il parere dell’ing. Cristian Angeli.

La risposta dell’esperto: cosa succede quando emergono irregolarità nel Superbonus

Il quesito intercetta una situazione oggi molto frequente: interventi Superbonus che, a distanza di tempo, rivelano criticità tecniche o procedurali tali da esporre il contribuente a un possibile recupero fiscale, senza che però tale recupero si sia ancora concretizzato.

Per orientarsi correttamente occorre evitare semplificazioni e distinguere chiaramente alcuni piani che, nella pratica, tendono spesso a sovrapporsi: la validità del credito, il ruolo del cosiddetto Salva SAL, la responsabilità nei confronti dell’Erario e le forme di tutela esperibili prima di un eventuale controllo.

Salva SAL: cosa tutela davvero e quando il credito resta a rischio

Il primo equivoco da chiarire riguarda proprio la portata del D.L. n. 212/2023. La norma nasce per risolvere un problema specifico: evitare che la mancata ultimazione degli interventi – spesso dovuta alla crisi dei general contractor o al blocco della cessione dei crediti – comporti automaticamente la perdita delle detrazioni maturate sui SAL comunicati entro il 31 dicembre 2023.

Si tratta quindi di una tutela mirata, che incide esclusivamente sul requisito finale del miglioramento energetico. Non introduce, invece, alcuna forma di sanatoria delle irregolarità, né consente di “salvare” crediti viziati alla radice.

Lo stesso legislatore ha chiarito che restano pienamente applicabili i poteri di controllo dell’Agenzia delle Entrate e che il beneficio è subordinato alla effettiva sussistenza di tutti i requisiti previsti dalla normativa.

Ne deriva una distinzione netta: se il SAL è corretto sotto il profilo tecnico e documentale, esso resta valido anche in caso di lavori incompleti; se invece è viziato alla radice – per opere non eseguite, asseverazioni non veritiere o errori sostanziali – il credito resta esposto a recupero.

Nel caso prospettato, la presenza di criticità riferite proprio al contenuto del SAL impone cautela: non si è di fronte a una semplice mancata ultimazione, ma a una possibile carenza dei presupposti dell’agevolazione.

Superbonus e controlli fiscali: perché il committente resta esposto verso l’Erario

Un secondo punto fermo riguarda la responsabilità fiscale. Il sistema delineato dall’art. 121 del D.L. 34/2020 è chiaro nel prevedere che, in caso di credito non spettante o inesistente, l’Agenzia delle Entrate procede al recupero nei confronti del beneficiario originario, con imposta, interessi e sanzioni.

Ciò vale anche quando l’operazione è avvenuta tramite sconto in fattura o cessione del credito. Il fatto che le irregolarità siano imputabili a imprese o professionisti non elimina – neppure in presenza di errori altrui – l’esposizione del committente, che resta il primo destinatario del recupero fiscale.

Solo in un momento successivo potrà eventualmente agire nei confronti dei soggetti responsabili.

Rischio fiscale e danno: perché non sempre è possibile ottenere subito il risarcimento

Il nodo centrale del quesito riguarda la possibilità di attivare oggi una tutela, in assenza di un accertamento già avviato.

Qui occorre essere molto chiari: il nostro ordinamento distingue tra rischio e danno. Il fatto che una situazione presenti un’elevata probabilità di sfociare in un recupero fiscale non significa che il danno si sia già verificato.

Il risarcimento, in ambito civilistico, presuppone una lesione attuale e concreta. Un danno solo eventuale, legato a un futuro controllo dell’Agenzia delle Entrate, non è di per sé risarcibile.

La giurisprudenza più recente è esplicita nel negare la possibilità di ottenere oggi una condanna risarcitoria fondata su un evento ancora incerto, così come è molto restrittiva anche rispetto alle cosiddette condanne “condizionate”, quando l’obbligazione dipende da un accertamento amministrativo non ancora avviato.

Il giudice, in altri termini, non può essere chiamato a risarcire oggi un danno che potrebbe non verificarsi mai.

Manleva preventiva nel Superbonus: quando è davvero possibile ottenerla

Diverso, ma strettamente connesso, è il tema della manleva preventiva. Anche in questo caso non esiste una risposta univoca.

Alcuni orientamenti giurisprudenziali ammettono la possibilità di una condanna alla manleva subordinata all’eventuale intervento dell’Erario, ma solo in presenza di situazioni particolarmente gravi, in cui il nesso tra condotta illecita e rischio fiscale appare diretto e immediato, come nei casi di lavori mai eseguiti o di documentazione manifestamente falsa.

La differenza, in sostanza, è tra un rischio ancora astratto e un rischio che si presenta come conseguenza quasi inevitabile di una condotta illecita.

Quando invece le criticità sono di natura tecnica o interpretativa – come nel caso di SAL emessi in condizioni borderline, difformità non macroscopiche o errori di valutazione – il rischio viene generalmente considerato ancora incerto e la tutela anticipata difficilmente trova accoglimento.

Il caso descritto sembra collocarsi proprio in questa zona intermedia, dove l’esito dipende da valutazioni tecniche che non possono essere date per scontate.

Superbonus e irregolarità: come tutelarsi prima dei controlli dell’Agenzia delle Entrate

Se nella maggior parte dei casi non è possibile ottenere subito un risarcimento o una manleva, sarebbe però un errore ritenere che il contribuente non possa fare nulla. Ogni situazione, infatti, deve essere valutata singolarmente, alla luce delle specifiche criticità tecniche e documentali, nonché in relazione all’evoluzione della giurisprudenza, oggi in continuo sviluppo su queste tematiche.

Proprio per questo è fondamentale adottare un approccio predifensivo, volto a costruire sin da subito gli elementi di tutela in vista di possibili sviluppi futuri. Ciò richiede innanzitutto una verifica tecnica indipendente che consenta di chiarire lo stato reale della pratica, la correttezza dei SAL e l’eventuale presenza di responsabilità.

Allo stesso tempo, è opportuno esaminare i rapporti contrattuali e le coperture assicurative dei soggetti coinvolti, anche in relazione alla loro effettiva solidità patrimoniale, aspetto spesso decisivo per l’effettività della tutela.

Infine, ogni valutazione dovrebbe essere formalizzata per iscritto e portata a conoscenza dei soggetti interessati: in un contesto così complesso, affidarsi a rassicurazioni informali non solo è insufficiente, ma può aggravare una posizione già delicata.