Edifici, sul consolidamento arrivano le nuove linee guida
Sono entrate in vigore le nuove linee guida per l’identificazione, la qualificazione e i controlli sui sistemi FRP utilizzati per il consolidamento degli edifici e delle altre costruzioni esistenti. Il documento, predisposto dal Servizio tecnico centrale del Consiglio superiore dei lavori pubblici nel luglio 2026 ed entrato in vigore con decreto n.248 del 11 agosto 2026, aggiorna e sostituisce le precedenti regole del 2019. Gli FRP, acronimo inglese di Fiber Reinforced Polymer, sono materiali compositi formati dall’unione di fibre molto resistenti e resine e vengono utilizzati in edilizia per rinforzare strutture esistenti, ad esempio nell’ambito di interventi di recupero o consolidamento.
Le nuove Linee Guida stabiliscono le condizioni che questi prodotti devono rispettare per poter essere utilizzati a fini strutturali e disciplinano l’intero percorso che va dalla produzione ai controlli in cantiere. Il principio di fondo non cambia: i materiali destinati a impieghi strutturali devono essere identificabili, possedere una specifica qualificazione ed essere controllati al momento dell’utilizzo. Per i sistemi FRP non provvisti di marcatura CE resta centrale il Certificato di valutazione tecnica (CVT), rilasciato dal Servizio tecnico centrale.
Requisiti per i fabbricanti e validità del CVT
Le nuove disposizioni riguardano sia i prodotti realizzati in fabbrica e successivamente applicati alle strutture, sia i sistemi che vengono invece realizzati direttamente in cantiere. Sul fronte della produzione viene confermato l’obbligo per le aziende di dotarsi di un sistema permanente di controllo della qualità.
I fabbricanti devono effettuare verifiche sulle materie prime e sui prodotti finiti e garantire che ciascun prodotto possa essere identificato e ricondotto allo stabilimento nel quale è stato realizzato. Il Certificato di valutazione tecnica ha una durata di cinque anni, ma il suo mantenimento è subordinato alla permanenza delle condizioni che ne hanno consentito il rilascio. Il fabbricante deve trasmettere ogni anno al Servizio tecnico centrale una dichiarazione sul mantenimento dei requisiti e una relazione sull’attività svolta. La modifica del prodotto o del processo produttivo senza le necessarie verifiche e la mancata esecuzione dei controlli previsti possono portare alla sospensione del certificato e, nei casi più gravi, alla revoca.
Periodo transitorio e controlli di accettazione in cantiere
Le nuove Linee Guida intervengono anche sulle modalità con cui vengono effettuate alcune prove tecniche sui materiali. Per questo è previsto un periodo transitorio: i CVT già rilasciati non perdono automaticamente validità, ma dovranno essere aggiornati secondo le nuove procedure in occasione del rinnovo. Le domande per il rilascio di un CVT che risultano ancora in fase di istruttoria dovranno invece essere adeguate alle nuove disposizioni prima della conclusione del procedimento. Confermati anche gli obblighi in cantiere. I controlli di accettazione sono obbligatori e ricadono sotto la responsabilità del direttore dei lavori, che prima dell’utilizzo deve verificare la documentazione relativa ai prodotti consegnati. Per quelli non marcati CE deve accertare la presenza di un CVT in corso di validità, mentre eventuali forniture non conformi devono essere rifiutate prima della posa. I campioni destinati alle prove devono essere preparati durante l’esecuzione dei lavori, utilizzando gli stessi materiali e seguendo le stesse procedure adottate per il rinforzo effettivamente realizzato. Nel caso dei sistemi preparati direttamente in cantiere, il direttore lavori deve far predisporre sei campioni per ogni tipo di rinforzo e inviarli a un laboratorio autorizzato anche per le prove FRP. La richiesta va sottoscritta dal direttore dei lavori.
