DEMOLIRE E RICOSTRUIRE UNA ABITAZIONE IN CENTRO

Quest’anno insieme alla cometa arriverà la tanto attesa proroga dei bonus fiscali, un bel regalo.
Noi però – con noi intendo noi che lavoriamo oltre che fare chiacchiere – non ci siamo mai fermati, credendo fermamente nel valore “ingegneristico” di queste agevolazioni.
Oggi un nuovo caso, che prevede la demolizione e ricostruzione di un edificio plurifamiliare “cielo terra” facente parte di un aggregato edilizio. 4 unità immobiliari.
Molti gli aspetti da risolvere.
Dal punto di vista costruttivo ho scartato l’ipotesi di ricostruire l’unità oggetto di intervento con una struttura giuntata ai corpi preesistenti. In tal modo infatti sarebbe difficile giustificare il “non peggioramento” sismico delle due parti che rimangono in piedi, poiché risulterebbero prive della preesistente continuità strutturale.
Ma nessuno ha detto che la ricostruzione debba avvenire realizzando una struttura in c.a. staccata dalle altre.
Così per il nuovo edificio ho previsto una classica struttura in muratura, utilizzando la stessa tipologia costruttiva che c’era prima. In questo modo sarà possibile ricucire le nuove pareti con le due “ali” dell’unità strutturale preesistente, che ritroverà il suo equilibrio e risulterà complessivamente migliorata grazie all’introduzione di nuovi materiali nella parte oggetto di intervento.
Poi c’è il problema fiscale… Trattandosi di un edificio plurifamiliare composto da 4 unità immobiliari oggetto di demolizione e ricostruzione, quanti massimali abbiamo per finanziare l’operazione dal punto di vista edilizio e strutturale?
Alla luce di un recente interpello la risposta è QUATTRO+QUATTRO, ovvero OTTO. Anzi quasi otto. O meglio forse otto.

Ne parlerò dopo Natale in un articolo su Lavori Pubblici.

Buone feste a tutti.