DA UN RUDERE A UNA VILLA GRAZIE AL SISMABONUS

Tra mille peripezie, incertezze, interpelli, decreti e ritardi, su qualche lavoro di Superbonus si può finalmente mettere la parola FINE. Una parola che in questo ambito non sembra vera, soprattutto se si tratta di un lieto fine, come nel caso di questo edificio, iniziato a giugno scorso e che oggi è arrivato al terzo SAL.
In origine era un fabbricato collabente (cat. cat. F/2) composto da due unità messe piuttosto male. È stato oggetto di una profonda ristrutturazione, con interventi di ricostruzione – eseguiti con tecniche tradizionali – di gran parte delle murature, del solaio di interpiano e della copertura. Un miglioramento sismico che ha giustificato a pieno titolo l’accesso agli incentivi del 110%.
La fine a cui mi riferisco è quella dei lavori relativi al Sismabonus, poichè l’edificio presentava al suo interno un vecchio camino, che avrebbe consentito di giustificare l’Ecobonus solo per la parte riscaldata da esso, ovvero un vano o poco più. Pertanto lo abbiamo evitato, semplificando le procedure.
I proprietari sono rimasti molto contenti sia dei risultati ottenuti sul piano costruttivo, in particolare della pietra a faccia vista, sia dello sconto in fattura fatto dall’impresa esecutrice, che ha permesso di coprire gran parte delle opere strutturali e di finitura correlate.